Resta aggiornato su chiusure portuali, incidenti di sicurezza, congestioni e movimenti delle tariffe di nolo che impattano sullo shipping globale. Aggiornato continuamente da fonti di settore verificate.
Il blocco statunitense dell'Iran ha fatto crollare le esportazioni di petrolio iraniano attraverso il Golfo di oltre il 90 %, con solo quattro petroliere cariche di prodotti petrolchimici partite a maggio 2026. Ciò rappresenta una grave interruzione del traffico di petroliere nella regione del Golfo Persico, riducendo drasticamente le rotte marittime di esportazione del petrolio iraniano.
Lo Stretto di Hormuz è sotto blocco a seguito dello scoppio di una guerra in Medio Oriente (fine febbraio 2026), con un calo del 22 % delle esportazioni di GPL via VLGC dalla regione e importanti dirottamenti via Capo di Buona Speranza. Il Canale di Panama opera a capacità quasi piena, con tariffe d'asta per il transito nettamente elevate (fino a 4 milioni di USD per transito), riducendo ulteriormente la disponibilità di VLGC e causando interruzioni dovute alla congestione sulle principali rotte del GPL.
Lo Stretto di Hormuz resta chiuso a causa di un conflitto in corso che coinvolge l'Iran, costringendo circa 55 petroliere ad attendere in posizioni di stazionamento vicino all'Oceano Indiano e all'Africa orientale, con gravi interruzioni dei flussi di esportazione di petrolio del Golfo Persico. Gli armatori riposizionano strategicamente le navi a 3–5 giorni di navigazione dal Golfo in previsione di una possibile riapertura, mentre i tempi e le condizioni per la ripresa del transito normale restano molto incerti.